AGCN - Agenzia Geodetica Cartografica Nazionale

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2008 - Commissione Geodetica ai nastri di partenza

Quello svoltosi lo scorso 19 marzo in Senato è forse l’evento più importante della recente storia del settore dell’informazione geografica. In una conferenza stampa, è stato presentato il Disegno di Legge dedicato all’istituzione di un’Agenzia Geodetica Cartografica Nazionale (AGCN) allo scopo di coordinare i dati cartografici forniti dai vari organi, enti, agenzie e regioni.

Quella della ex Commissione Geodetica sembra essere una storia tipicamente italiana. Un bel giorno – per l’esattezza nel 1975 – spinti dalla necessità di riordinare le competenze dello Stato delegando alcune funzioni alle Regioni e sopprimendone altre, si è infatti deciso di abrogare la Commissione Geodetica Italiana, un organo che aveva già trovato fondamento istituzionale nel 1945 e che solo nel 1960 era stato per legge finalmente istituito.

Da quando la Commissione Geodetica fu dichiarata a tutti gli effetti un “ente inutile”, le funzioni di raccolta, gestione e coordinamento delle informazioni e dei dati relativi al territorio italiano sono state prese in carico dalle Regioni che, a loro volta, hanno delegato il lavoro a vari enti, agenzie ed organi amministrativi diversi. Questo ha difatti creato una confusione nel coordinamento dei dati stessi, tanto da minare il loro dettaglio e la loro accuratezza, fondamento per la conoscenza del territorio e dell’ambiente.

I documenti cartografici ufficiali prodotti dal 1975 in poi vivono inoltre il paradosso di essere fondati su metodi e normative figlie della ex Commissione e quindi con specifiche ormai vecchie di oltre 40 anni ma che ancora vengono prese in considerazione. Tutto ciò mentre, a livello internazionale, l’Italia si è trovata sempre in maggiori difficoltà rispetto agli altri paesi che hanno invece proseguito nel lavoro di coordinamento delle proprie informazioni territoriali affinché risultassero adeguate – soprattutto a seguito degli ultimi sviluppi tecnologici in termini di condivisione dei dati – agli standard europei, prima, ed internazionali, poi.

Una base cartografica aggiornata e dettagliata a livello nazionale è in sostanza fondamentale affinché si possa effettuare un efficace governo del territorio o – come leggeremo anche nelle prossime righe – si riesca ad espletare una vera e propria funzione di “governo” nel senso più generale del termine.

Negli ultimi due anni qualcosa in questo senso sembra essersi comunque mosso;

grazie infatti alla determinazione di importanti esponenti del settore delle Scienze della Terra quali il prof. Luciano Surace (neo presidente di ASITA), il prof. Fernando Sansò ed il prof. Mattia Crespi, un importante convegno dedicato alla geomatica tenutosi a Roma nel 2006 fu lo spunto per il lancio di un Manifesto per l’istituzione di un Authority Geodetica Italiana, con lo scopo di raccogliere adesioni per questa iniziativa (www.commissionegeodetica.it).

Il Manifesto – ampiamente divulgato anche dai canali informativi della nostra rivista – ha riscosso in questi due anni un insperato successo tra le varie figure professionali che animano il settore dell’informazione territoriale, tanto da favorire l’interessamento, anche a livello politico, della senatrice Loredana De Petris che si è fatta carico dell'iniziativa parlamentare.

Il culmine della prima fase di questa corsa è stata appunto la conferenza stampa di presentazione del Disegno di Legge in Senato, lo scorso 19 marzo; è importante sottolineare che, se non fosse stato per la prematura chiusura della legislatura avvenuta nei mesi scorsi, forse questo primo obiettivo sarebbe stato raggiunto in tempi più brevi, dal momento che la comunicazione alla in Senato del DDL era già avvenuta lo scorso 2 agosto 2007.

La conferenza stampa di Palazzo Madama ha segnalato la presenza di molti importanti esponenti del settore e, a dir la verità, qualche inaspettata assenza.

Al tavolo dei relatori, oltre alla fondamentale figura della senatrice De Petris e dell’architetto-urbanista Loredana Mozzilli, anch’essa in prima linea nel sostegno a questa battaglia legislativa, sedevano il prof. Surace ed il nostro direttore prof. Carlucci grazie ai quali è stato possibile introdurre le tematiche, gli scopi e l’importanza dell’istituzione di un’Agenzia Geodetica Cartografica Nazionale, così come definita all’interno del DDL n. 1766. Gli interventi succedutesi velocemente hanno compreso quello del prof. Fernando Sansò, che a causa di precedenti impegni non era fisicamente presente, sostenuto in sua vece dal prof. Mattia Crespi .

L’intervento di Luciano Surace, di grande impatto, ha avuto lo scopo di sottolineare le condizioni di “devastazione” in cui versa l’informazione geografica italiana all’alba del ventunesimo secolo. Punti focali del suo intervento sono stati gli esempi pratici di discrepanze cartografiche, intollerabili per un paese che ambisce a definirsi “moderno”. Il discorso di Surace ha avuto anche il pregio di far presente come sia giunto il momento di “conferire responsabilità più che autorità” affrontando il problema impellente dell’adeguamento a standard che invece, almeno nel nostro paese, è considerato ancora come un problema di second’ordine. Il riferimento al progetto europeo INSPIRE ed alle dinamiche ad esso connesse è lampante così come quello al “presente fallimentare” che sta vivendo il nostro paese, invischiato in problemi gravissimi che non fanno altro che rallentare il normale sviluppo delle politiche pubbliche, delle quali l’informazione territoriale rimane il nodo fondamentale.

La parola è poi passata al prof. Renzo Carlucci, che ha chiarito come il ricorso ad un’armonizzazione dei dati dei diversi organi cartografici dello Stato tramite un’AGCN sia fondamentale per evitare inutili sprechi di denaro pubblico e privato in gare d’appalto carenti di specifiche e basate su rilievi cartografici obsoleti e dunque poco affidabili.

Il prof. Fernando Sansò – come detto, grazie alla voce di Mattia Crespi – ha invece sottolineato la natura sostanzialmente illegale dell’assenza di un’agenzia geodetica nazionale ed ha esteso un ringraziamento a tutti coloro i quali, in questi due anni, hanno fatto di tutto affinché la proposta inizialmente lanciata col Manifesto non si perdesse nel buco nero della disinformazione.

E’ stata poi la volta della senatrice De Petris che, positivamente colpita dalla forza e dalla convinzione delle posizioni dei precedenti relatori, ha ben definito politicamente la strategia e gli obiettivi sulla quale l’istituzione dell’AGCN deve fondarsi. Prendendo ad esempio l’esperienza maturata come assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, la senatrice ha infatti notato come spesso l’assenza di un coordinamento dei dati cartografici proposti da diversi enti sia stata alla base di problemi insormontabili in fase di conclusione di importanti opere pubbliche. E’ infatti fuor di dubbio che una corretta politica di governance del territorio non possa prescindere da una conoscenza approfondita e didascalica del territorio stesso, sia nel caso in cui si abbia a che fare con opere infrastrutturali che – come in questi ultimi tempi – nel caso in cui la motivazione principale sia il rispetto e la tutela dell’ambiente. La De Petris ha poi insistito sul fatto che la futura AGCN debba assolutamente avvalersi dell’esperienza e della preparazione di un comitato scientifico all’altezza dell’importante compito che si troverà a svolgere. La senatrice ha poi concluso: “Conoscere il territorio è cruciale. Senza una sua efficace comprensione è altresì impossibile governarlo”.

La conclusione della conferenza stampa ha dato il via ad un vivace dibattito nel quale ha trovato spazio un corollario di tematiche particolari che, per ovvi motivi di tempo e di chiarezza degli obiettivi, non erano state toccate nei precedenti interventi.

Giancarlo Atza, professore alla Seconda Università di Napoli, ha messo in evidenza come l’assenza di un organo preposto al coordinamento si rifletta anche in una carenza dal punto di vista della formazione, tanto da favorire il successo di persone che in realtà non possiedono una reale preparazione ed esperienza sugli strumenti e le discipline proprie del settore, andando così ad alimentare quel clima di approssimazione che permea il caso italiano.

L’intervento di Giancarlo Carrai, rappresentante di Aniageo (associazione che coordina le aziende attive nel campo della fotogrammetria e cartografia), ha poi posto l’accento sulle problematiche che le società produttrici di dati devono affrontare in termini di corsa al ribasso delle gare, di scarsa qualità e di delocalizzazione dei servizi verso l’estero, oltre che in termini di scarsi investimenti per la formazione, la ricerca e lo sviluppo di tecnologia in generale, il tutto a causa della scarsa domanda interna.

Mattia Crespi, ancora insistendo sulla questione delle formazione, ha invece evidenziato come l’Italia sia l’unico paese moderno che non possiede un corso di studi specificatamente dedicato alle discipline geomatiche. La catena innescata da un’assenza di una vera e propria cultura dell’informazione geografica è infatti di così ampia portata che il riconoscere nei decisori del futuro delle specifiche competenze in questo senso sembra ancora a molti – a troppi – un optional.

In rappresentanza dell’Istituto Idrografico della Marina ha invece parlato il Comandante Paolo Lusiani, che ha ironicamente sottolineato il paradosso della situazione italiana nella quale i dati, più che essere “dati” sono a tutti gli effetti “tenuti”. E’ infatti, questo dell’IIM, un caso in cui la disponibilità di dati aggiornati ed affidabili diventa cruciale in fase di redazione di una cartografia nautica, proprio a causa delle condizione particolari in cui si trovano ad operare le navi della Marina, ma non solo.

E’ stato poi il momento di Domenico Tacchia che, primo tra i rappresentanti degli organi cartografici ufficiali dello Stato, ha espresso il suo entusiasmo nei confronti dell’iniziativa, portando come esempio pratico il fatto che la totalità della cartografia a disposizione del Servizio Geologico è ancora inquadrata nell’ED50, un sistema di riferimento ormai antiquato rispetto al più moderno e condiviso WGS84.

Ha stupito l’assenza degli altri tre organi cartografici ufficiali dello Stato, ossia l’Istituto Geografico Militare, la sezione fotocartografica dello Stato Maggiore dell’Aeronautica e del Catasto.

Nelle prossime pagine potrete leggere in maniera estesa gli interventi dei relatori che hanno presieduto la conferenza stampa di presentazione del DDL n. 1766.

Fulvio Bernardini
redazione@geo4all.it